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Famiglia Pacciarini.

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   A questo punto, abbiamo rintracciato gli eredi della famiglia Pacciarini, che si sono trasferiti anni fa da Verano a Milano. A loro dobbiamo un sentito e sincero ringraziamento in quanto, dopo essere stati accolti con grande cordialità, ci hanno permesso di “frugare” tra le loro carte conservate con cura. È così che, con nostro grande stupore e con altrettanta meraviglia dei signori Pacciarini, abbiamo “scoperto”, che non solo Pietro ha partecipato alle guerre d’indipendenza, ma anche un altro Pacciarini, di nome Domenico. Di quest’ultimo, la famiglia Pacciarini conserva l’originale, scritto in tedesco, del “congedo rilasciato a Domenico Pacciarini dal comando austriaco, nel 1857”, che riportiamo:

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“Il soldato Domenico Giulio Pacciarini, nato nell’anno 1818, in Malmoé [1] (abatia di Maloe), mandamento I° di Milano, circondario di Milano, terra lombarda, arruolato nel reggimento di fanteria Ezzhirrog Albrecht, n° 44; di religione cattolica, celibe, conduttore … (N.d.A.: illeggibile) presso il 44° reggimento di linea, per sei anni, nove mesi e venti giorni; congedato …dal comando generale di Verona, il 13 ottobre 1857, in conseguenza…. militare invalido nelle truppe alpine… Il suddetto attuale congedato soldato Giulio Domenico Pacciarini… conducente, disertore nel 1848.” Il documento è firmato dal: maggiore del genio comandante del 4° battaglione, facente funzione della maestà Apostolica, (N.d.A. firma illeggibile).

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   Interessante è anche il retro del documento, scritto in italiano, che riporta le firme di tutti gli uffici austriaci che sono stati convolti nell’espletamento della pratica, vale a dire:

-Visto qual congedo assoluto, Milano 4 novembre 1857, Imperial Regio Comando del (N.d.A. illeggibile) coscrizione militare in Milano.

-Visto e registrato dall’ufficio comunale dei Corpi Santi [2], il 7 novembre 1857, per la deputazione comunale dei Corpi Santi (N.d.A. firma illeggibile).

-visto e registrato Milano, 21 novembre 1857 commissario circoscrizione I° (firmato: Bertelli).

-visto Imperial Regio delegato provinciale, Milano 21 novembre 1857, (firmato: Villa).

-visto e registrato dal commissario di polizia del circondario VI, il 23 novembre 1857 (firmato: Caccianiga).

 

Malmoé [3] (abatia di Maloe).

 

   I dati soprariportati confermano che nel 1818 la famiglia Pacciarini, di sicure origini lombarde, viveva a Malmoé (abatia di Maloe), che era un comune indipendente, nei pressi di Milano, e faceva parte dei Corpi Santi. Malmoé era l’antico nome, in lingua locale milanese, dell’attuale Abbazia di Monluè, Un tempo, questa era situata nella vasta e campagna milanese, nei pressi di un’ampia ansa del Lambro, a pochi chilometri dalle mura spagnole milanesi. Intorno al 1870, questo antichissimo porgo è stato annesso a Milano ed oggi non restano che poche vestigia, in quanto totalmente assorbito dalla grande espansione della città, avvenuta a partire dagli anni 1960 circa. Verso la metà dell’Ottocento, l’abbazia di Monluè (Malmoé, Maloe, Malnoè) raccoglieva intorno a sé alcune grandi cascine limitrofe ed aveva circa 1400 abitanti.

    A Monluè abitava tutta la grande famiglia Pacciarini, composta da diversi nuclei famigliari, con spose, figli e nipoti. Nei registri ufficiali ecclesiastici dell’epoca, sono sempre riportate insieme ai dati anagrafici di ogni persona, anche la loro professione; ebbene nessun membro dei Pacciarini è registrato come contadino. Le loro tipiche attività erano quelle di ortolani, oppure osti e offellieri (pasticcieri). Quindi i Pacciarini facevano parte di quella piccola e industriosa borghesia dedita al minuto commercio, che ogni giorno si svolgeva in particolare tra la campagna e la vicina città.

    Il nonno di Pietro, Giuseppe Pacciarini, oste e falegname, aveva sposato Giuseppa Bornaghi nel lontano 1798, da loro nascono due figli maschi Angelo e Andrea. (vedi albero genealogico). Angelo, papà di Pietro, sposa Clara Donadio (Donadè) nel 1821 a Precotto, allora piccolo villaggio rurale, con poche centinaia di abitanti, tra Milano e Sesto. Il curioso nome della località sembra derivare da una deformazione dialettale di un toponimo: pulcoctum (pullum coctum), forse in ricordo di una antica osteria, li aperta, la cui insegna era un pollo cotto.

   Un anno dopo il matrimonio, nel 1822 di martedì 2 aprile, nasceva Pietro Pacciarini, primogenito dei due sposi Angelo e Clara Donadio [4]. In quel tempo, un figlio maschio, per giunta primogenito, era accolto come una benedizione da ogni famiglia. L’evento aveva reso particolarmente felici i giovani genitori. Subito dopo la nascita, come da consuetudine, Pietro, veniva battezzato nella bella chiesa abbaziale di San Lorenzo, in Monluè.

   Alcuni anni prima, nell’agosto del 1818, è registrata la nascita di Domenico, figlio di Andrea Pacciarini, fratello di Angelo, e di Paola Vercelli. Domenico era quindi cugino di Pietro.

 

Il borgo di Porta Tosa, Milano.

 

[1] Il sito risulta essere l’attuale abazia di Monluè, piccolissimo borgo della cintura milanese, non lontano dall’aeroporto di Linate, molto vicino all’attuale tangenziale est di Milano.

[2]  “Corpi Santi” erano un ente territoriale composto da piccoli comuni sparsi nella periferia agricola di Milano, fuori dalle mura, tra i quali c’era il comune di Monluè, che si raggiungeva uscendo da Porta Orientale con Porta Tosa. I Corpi Santi, comuni di antica origine, furono aboliti da Napoleone, rispristinati dagli austriaci e successivamente annessi al comune di Milano nel 1873.  

[3] Il sito risulta essere l’attuale abazia di Monluè, piccolissimo borgo della cintura milanese, non lontano dall’aeroporto di Linate, molto vicino all’attuale tangenziale est di Milano.

[4] Abbiamo trovato un’incongruenza tra i dati anagrafici di Monluè-Milano, rispetto a quelli di Verano. I primi, registrano l’atto di nascita di Pietro, 1822, come figlio di Clara Donadè e Angelo Pacciarini; mentre Verano, nell’atto di morte di Pietro, dichiara che è figlio di Bolgiani Maria. Noi pensiamo sia corretto riferirci a Pietro come figlio di Clara.

Malmoè
Nota 1
Santi
Nota 2
Abatia
Nota 3
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