CASATO CRIVELLI

   Appena entrati nel camposanto, lo sguardo è attratto e colpito dalla grande cappella della famiglia Crivelli, (foto 1) che si staglia alta di fronte al visitatore, e chiude l’ampio e diritto viale che divide in due il cimitero. L’insieme suggerisce l’idea di una accurata scenografia volta a sottolineare l’antica potenza dei marchesi Crivelli. La struttura monumentale è a due piani e ricorda vagamente un tempio assiro-babilonese, come era in uso nell’architettura monumentale dei cimiteri di inizio Novecento. Sul culmine del tetto della cappella, due gradoni reggono una grande croce latina. Alle spalle della cappella vi è un recente ampliamento del campo santo, confinante con la linea ferroviaria, realizzato sfruttando una balza che termina su di un basso pianoro, dove sono allineate le tumulazioni più recenti.

   Da lontano, la cappella Crivelli sembra in buono stato; in realtà, avvicinandola, si nota che è palesemente abbandonata e trascurata da molto tempo. La porta d’ingresso, in ferro-vetro, è gravemente corrosa dalla ruggine che ha significativamente sbriciolato le strutture ferrose; una catena provvisoria tiene accostati i due battenti che ormai non chiudono più bene. Diverse parti in vetro sono rotte. All’interno non un fiore; crollata e spezzata in due ronconi, giace sul pavimento una iscrizione laudativa, “RESURGERIS” che era stata incisa su di un nastro in ferro anch’esso corroso. Qua e là, tra le crepe del pavimento, crescono piccole felci e piantine selvatiche spontanee.

   Sullo sfondo della cappella vi è un semplice altare in marmo bianco, diviso in due parti da una piccola mensola, sulla quale sono posati quattro alti portacandele, ai lati di un piccolo crocefisso “greco[1]”. La parte inferiore è caratterizzata da una grande lastra sepolcrale laudativa (foto 2), relativa a Paolo Crivelli, morto il 6 agosto 1837, all'età di anni 66. La parte superiore è costituita da un pregevole bassorilievo in marmo sottolineato da una importante cornice marmorea (foto 3 bassorilievo altare cappella Crivelli). Al centro, domina una croce spoglia, da cui si stacca un grande velo. Sul suo lato sinistro una donna con il capo coperto, a mani giunte, prega intensamente guardando la croce; sul lato destro una donna inginocchiata, raccolta in sé, piange dolorosamente abbracciando il lembo del velo che scende da un braccio della croce. Non siamo riusciti a trovare il nome di chi ha firmato l’opera, che a nostro parere è degna di essere vista.

 

 

 

[1] Si intende un crocefisso con le braccia verticali e orizzontali di lunghezza uguale

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