Famiglia Gropallo.
Giovanni Viganò, garibaldino trombettiere : lo sbarco nel Continente.
Da Messina, passato lo stretto, I garibaldini proseguirono senza grandi combattimenti, ottenendo la resa di tutte le truppe borboniche nei pressi di Montefalcone; quindi presero Catanzaro, Cosenza, Paola e da lì iniziò l’imbarco per Napoli non senza un grave scontro tra Bixio e la legione ungherese. Alcuni piroscafi strapieni degli uomini della legione ungherese partirono senza autorizzazione non aspettando gli ultimi canotti stracarichi di volontari. Garibaldi infuriato riuscì urlando a fermare le navi, quindi salì a bordo; ne nacque un tafferuglio e diversi soldati ungheresi furono feriti, i comandanti ungheresi pretesero le scuse e un indennizzo che fu accordato, infine Bixio fu messo agli arresti.
L’otto settembre tutti sbarcarono a Napoli ben accolti, mentre il Borbone si era già rifugiato a Caserta. Qui giunti, Giovanni annota nel suo diario che i garibaldini ebbero fredda accoglienza, mentre a S. Maria Capua Vetere furono accolti con grandi festeggiamenti. Seguono poi alcune descrizioni della feroce battaglia ingaggiata dai garibaldini nei pressi di Caserta Vecchia dove con assalti alla baionetta riuscirono a fermare i borbonici compresa la cavalleria nei pressi di un convento. Vinta la battaglia tutti furono acquartierati a Napoli dove si tenne il plebiscito.
Certamente la parte più interessante dello scritto di Giovanni riguarda lo storico incontro a Teano, tra il re Vittorio Emanuele e Garibaldi, ciascuno scortato dalle proprie truppe. Giovanni come trombettiere dei garibaldini, quindi in prima fila, ebbe modo di vedere da vicino tutto lo storico incontro del 26 ottobre 1860 e così lo descrive:”… … veduto il risultato del Plebiscito… (n.d.r.: Giovanni lo data erroneamente il 14 ottobre, in realtà fu il 21 ottobre 1860) siamo partiti per andare incontro al Re Vittorio Emanuele… abbiamo passato il Volturno… continuando la strada lasciammo Capua come pure Teano a sinistra (n.d.r.: da Capua a Teano sono circa 22 km) andando verso Isernia, dopo aver viaggiato varie ore con Garibaldi alla testa, suonò l’alt… si vedevano dei cavalieri che si avanzavano, era il re Vittorio Emanuele con il suo seguito…. Garibaldi dopo aver fatto suonare l’alt alle sue truppe… avanzandosi da solo incontro al Re che pure avanzava da solo, incontratisi si salutarono militarmente poi si abbracciarono e si baciarono. Noi bersaglieri che eravamo i più vicini, circa 150 metri distanti da questo commovente incontro, abbiamo veduto benissimo…”(n.d.r. Oggi gli storici affermano che l’incontro non avvenne a Teano ma a circa 10 Km nella vicina località di Vairano Patenora, direzione Isernia, confermando la correttezza delle indicazioni di Giovanni.) Dopo l’incontro i garibaldini ritornano a Santa Maria Capua Vetere, distante circa 25 km. Alla fine di ottobre le truppe piemontesi con i garibaldini assediano Capua che, dopo un bombardamento dell’esercito piemontese si arrese, il 2 novembre del 1860, e Garibaldi vi fece l’entrata alla testa dei suoi.

Ingresso di Garibaldi a Napoli 7 settembre 1860 - Franz Wenzel Schwarz.
