Famiglia Gropallo.
Giovanni Viganò ritorna a Besana e partecipa alle guerre di Indipendenza.
Dopo l'assedio di Capua, la guerra finì. Giovanni, e tutti i garibaldini riuniti a Caserta, vennero frettolosamente congedati, disarmati e il 27 novembre rispediti a Genova. Giovanni ricevette una misera paga di 6 mesi e, senza nessun documento, dalla città ligure in treno raggiunse Milano, quindi Besana. Pochi mesi dopo essere tornato a casa Giovanni venne chiamato con la leva del 1840 (deve essere un refuso, 1860); entrò in Cavalleria, 7° Lanceri, e restò in servizio per 10 anni partecipando alle campagne del ’66 e del ’70… è così che il 20 Settembre entrò a Roma attraverso la breccia di porta Pia. Giovanni scrive: “ Tengo la medaglia commemorativa con quattro fascette, che sono rari chi ha questo diritto e con tutto questo non si ha alcuna soddisfazione”…
Prosegue con altre considerazioni piuttosto amare, infatti chiede al Giornale di interessarsi un po’ anche “a noi reduci del ’60, che qualche cosa abbiamo fatto per questa benedetta Italia”. Infine Giovanni chiede che tutto questo suo scritto sia riportato “riveduto e corretto non essendo io un letterato”. Chiude la lettera…


