Famiglia Gropallo.
Descrizione di Besana e del suo Cimitero.
Nel 1861, alla costituzione del Regno d’Italia, il comune di Besana aveva 1376 abitanti. Solo pochi anni dopo, nel 1869, a Besana furono aggregati ben 6 comuni limitrofi: Valle Guidino (in questa località il generale romano Virginio Rufo, famoso per la conquista della Gallia e ancora di più per aver rifiutato la porpora dopo la caduta di Nerone, aveva vaste proprietà), Cazzano, Villa Raverio, Montesiro, Calò e Vergo, per questo il toponimo divenne Besana in Brianza. Ancora oggi ciascun comune aggregato custodisce gelosamente chiesa e cimitero, rivendicando la propria autonomia.
Attualmente gli abitanti del vasto territorio, circa 15 Kmq, sono 15477. Besana, e tutta la sua area, sono al centro della Brianza collinare e godono di uno dei più bei panorami della zona. Non è un caso che nella cittadina ci sono numerose importanti ville di delizia, tra le quali svetta villa Filippini (la villa che ospita oggi il Comune, un tempo dei Borella), e nella zona più alta della cittadina, i resti dell’antico castello con l’oratorio di Santa Caterina. La storia di Besana data a partire dal neolitico; noi ci limitiamo a ricordare il “Sasso del Guidino”, enorme masso erratico (ottanta metri cubi di dimensione 9x5x6 metri), che testimonia il limite dell’ultima glaciazione, e l’ara romana che testimonia l’esistenza di un grande latifondo del generale romano Rufo, che rinunciò più volte a diventare imperatore dopo la caduta di Nerone.
Il cimitero è in località poco discosta dal centro cittadino e per raggiungerlo occorre attraversare i binari della ferrovia Monza-Lecco. All’esterno delle mura cimiteriali ci sono numerose stele che ricordano tutti i caduti della due devastanti guerre del Novecento, in particolare della I guerra mondiale. In questo contesto c’è anche un cippo con una lapide che ricorda “RE UMBERTO IL RE BUONO”.
A pochi passi dal cippo che ricorda il re, vi è il cancello in ferro battuto che immette nel cimitero; sull’esterno delle mura alcune lapidi ricordano vecchie tombe.


Sasso del Guidino (foto Enrico Sprea)

Ara Romana (Rufo)




