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L'umanità di Eugenio Corti.

   Ci piace sottolineare il carattere dolce e informale che Eugenio ha sempre avuto, sia verso il nostro gruppo d’incontro, sia con tutti quelli che chiedevano un suo parere sui loro scritti, un consiglio…

   Carattere dolce dicevamo, ma non è sempre stato così: l’età ha certamente smussato gli angoli di una ferrea e, per certi versi, dura e intransigente personalità. Infatti era assolutamente contrario al divorzio e a tutta la ventata di “modernità” che dopo il 1968 stava rivoluzionando anche la Chiesa. Corti aveva preso atto con rammarico che l’Italia e la Brianza dei suoi anni migliori era definitivamente tramontata, ma non per questo aveva perso la fiducia nella “Provvidenza”.

   Nel corso dei nostri incontri si mostrava piuttosto goloso, amava i dolci e, dopo un buon bicchiere di vino, iniziava il nostro informale cenacolo alla quale partecipava anche la sua adorata moglie Vanda, dei conti di Marsciano, unico grande amore della sua vita. La signora Vanda, umbra , laureata in lettere, ha certamente giocato un ruolo fondamentale nella vita e nelle opere di Corti, il quale scrive in una lettera del 1993 a Lei indirizzata: “Noi due non eravamo chiamati  (ndr: ad avere figli): la nostra unione, nei disegni di Dio, non aveva questo fine; anzi se avessimo avuto dei figli, il disegno che Dio aveva su di noi, non si sarebbe potuto realizzare. I nostri veri figli sono i nostri libri che non vengono solo da me, ma anche da te... e lo ripeto: senza di te al mio fianco la bellezza che c’è nei miei – nei nostri – libri, non ci sarebbe stata; solo io sono in grado di dire questo, e te lo dico e giuro davanti a Dio… con Immenso amore, tuo Eugenio” (Tratto da casa editrice ARES).

Foto da "Il Cittadino Monza Brianza"

Villa Corti (Foto Lombardia Beni Culturali).

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