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Cappella Mezzanotte.

Nella cappella sono tumulate 19 salme; tra le altre ricordiamo quelle di:

-DR. ANTONIO MEZZANOTTE; 19-II-1835; 5-XI-1913.

-CAROLINE MEZZANOTTE; 8-I-1843; 8-XI-1922

-CARLO MEZZANOTTE, SERGENTE MAGGIORE ARTIGLIERIA ALPINA; ALLIEVO DEL IV ANNO DI INGEGNERIA, CADUTO PER LA PATRIA: 14-XI-1923 ; 31 XII 1944. Il suo ricordo è inciso nella lapide alla cui base vi è un grande mazzo di ortensie azzurre.

Sulla lapide di fronte sono ricordati dieci defunti a partire da:

-Dr. Ing. VITTORIO MEZZANOTTE, 5- III- 1882; 6-VII- 1952

-Prof. ING. ARCH. PAOLO MEZZANOTTE7, 25-IV-1892; 9-X-1969

L’ultima sepoltura riguarda il

-DOTTOR DINO MEZZANOTTE (Riccardo), 23-V-1922; 6- IX- 2016

Ali piedi della lapide vi sono tre gradevoli  mazzi di fiori, vedi foto

Villa Mezzanotte.

   Villa Mezzanotte, in realtà villa Gallarati-Mezzanotte, è stata costruita tra il 1646 e il 1648 dalla famiglia milanese dei Gallarati Scotti; la villa si trova all’interno di un vasto parco di circa 60 mila metri quadrati.

   Nel 1870 tutto il complesso venne acquistato dal notaio milanese Antonio Mezzanotte, diventando così la dimora di campagna della famiglia.

   I Mezzanotte, a partire dal Dottor Antonio, sono sepolti nella cappella di famiglia, compreso il noto architetto milanese Paolo Mezzanotte, morto in villa nel 1969. L’architetto Paolo è famoso per aver costruito tra l’altro il palazzo della Borsa di Milano e la chiesa di Bosisio Parini.

   Uscendo dal retro della villa si può percorrere un sentiero che attraversa l’ampio e verde pianoro che si perde verso la valle del Lambro e costeggia la via Lambro che, come sappiamo, porta al piccolo cimitero del paese. Lungo tutto lo sviluppo del sentiero si notano chiaramente i resti di una gradevole passeggiata che era stata modellata sullo schema del Viale dei cipressi di Inverigo: alcuni manufatti in cotto, diversi cippi in pietra che segnalano il cammino, pochi e vetusti cipressi ben allineati. Al termine della passeggiata all’altezza del cimitero, si raggiunge un roccolo, in disuso, da dove si può ammirare la valle del Lambro.

   Un giornale locale ha recentemente riportato che la villa, da  tempo disabitata, è stata pesantemente depredata e spogliata d’ogni bene. Nel luglio del 2010 la villa è stata offerta al Parco Lambro.

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